AbitudiniTempo lettura: 3 min.

Come rallentare il respiro quando l'ansia sale

Sei al semaforo, o in coda alla cassa, o hai appena messo giù il telefono dopo una chiamata andata storta. Il petto si stringe, il respiro si accorcia.

Una donna seduta a gambe incrociate su un tappeto accanto a una finestra luminosa, con le mani sulle ginocchia.

Sei al semaforo, o in coda alla cassa, o hai appena messo giù il telefono dopo una chiamata andata storta. Il petto si stringe, il respiro si accorcia. Qualcuno, prima o poi, ti ha detto di fare un bel respiro profondo. L'hai fatto. Non è cambiato molto.

Perché il respiro profondo non basta

Quando l'ansia sale, il corpo si prepara a una minaccia che non c'è: il cuore accelera, il respiro si fa corto e veloce. Se respiri troppo in fretta, cambia anche l'equilibrio dei gas nel sangue, e questo può portare capogiro, formicolio, la sensazione di stare ancora peggio. Sono fastidi che si sommano a quelli che l'ansia già ti dà. Per questo il consiglio di "respirare più a fondo" spesso non serve a molto: quello che conta davvero è respirare più piano, non di più.

Nel momento in cui senti il fiato accorciarsi

Non cercare di riempire di più i polmoni. Rallenta il ritmo: inspira contando fino a quattro, espira contando fino a sei, lasciando che l'espirazione sia sempre un po' più lunga dell'inspirazione. Bastano pochi cicli per sentire una differenza. È un esercizio che puoi fare ovunque, senza che nessuno se ne accorga.

Quando hai qualche minuto per te

Se hai più tempo, puoi dedicare qualche minuto a una respirazione ancora più regolare: circa un respiro completo ogni dieci secondi, quattro secondi per inspirare e sei per espirare (va bene anche cinque e cinque, se ti viene più naturale). È la tecnica su cui si vedono gli effetti più chiari sul rilassamento, anche se non c'è un tempo "giusto" da rispettare: falla per quanto hai voglia e possibilità.

La tecnica "4-7-8"

È molto conosciuta, spesso consigliata dai terapeuti: inspiri contando fino a quattro, trattieni il respiro per sette, espiri contando fino a otto. Alcune persone la trovano molto utile per prendere sonno o calmarsi la sera. Va detto con onestà che non ci sono prove solide che funzioni meglio delle altre tecniche di respirazione lenta: puoi provarla e vedere se fa per te, senza aspettarti risultati garantiti.

Cosa non aiuta davvero

Respirare più a fondo nel pieno dell'ansia, invece di respirare più piano, di solito non funziona. Anche fare l'esercizio in fretta, tanto per finirlo, può dare il fastidio opposto a quello che cerchi: meglio pochi respiri lenti e curati che tanti fatti male. E non serve ripetere l'esercizio decine di volte pensando che più lo fai meglio funziona: bastano poche volte al giorno, fatte con calma.

Quando vale la pena parlarne con qualcuno

Se durante un episodio d'ansia senti anche un dolore al petto, non dare per scontato che sia solo ansia: fatti controllare da un medico, giusto per stare tranquillo. Se l'ansia inizia a pesare parecchio sulle tue giornate, o non migliora nonostante ci provi da tempo, parlarne con un medico o uno psicologo è un passo in più che vale la pena fare, non un'ammissione di sconfitta. Se capita che tra i pensieri ci sia quello di farti del male, cerca aiuto subito: va benissimo anche un pronto soccorso, in quel momento. Se in passato hai già avuto a che fare con l'ansia in modo importante, o hai vissuto di recente qualcosa di pesante, tienilo a mente: non significa che stia per succedere qualcosa di grave, solo che vale la pena avere un occhio in più su di te.

Se ricordi una cosa sola, ricorda questa: quando l'ansia sale, rallenta il respiro. Non approfondirlo, non forzarlo. Rallentalo, e basta.

Domande frequenti

Quale esercizio di respirazione aiuta con l'ansia?

Quando l'ansia sale conviene rallentare il respiro, non approfondirlo: inspirare contando fino a quattro ed espirare contando fino a sei, con l'espirazione sempre un po' più lunga. Bastano pochi cicli e si può fare ovunque. Con più tempo, si può fare qualche minuto di respiro regolare, circa un respiro ogni dieci secondi.

Perché il respiro profondo non calma l'ansia?

Nell'ansia il respiro si fa già corto e veloce, e respirare troppo cambia l'equilibrio dei gas nel sangue, dando capogiro e formicolii che peggiorano la sensazione. Per questo conta respirare più piano, non di più.

La respirazione 4-7-8 funziona per l'ansia?

La tecnica 4-7-8 prevede di inspirare contando fino a quattro, trattenere fino a sette ed espirare fino a otto. Alcune persone la trovano utile per calmarsi o prendere sonno, ma non ci sono prove solide che funzioni meglio di altre tecniche di respirazione lenta.

Quante volte al giorno fare gli esercizi di respirazione?

Non serve ripeterli decine di volte: bastano poche volte al giorno, fatte con calma. Pochi respiri lenti e curati funzionano meglio di tanti respiri fatti in fretta.

Quando l'ansia richiede un medico o uno psicologo?

Un dolore al petto durante un episodio d'ansia va fatto controllare da un medico. Conviene parlarne con un medico o uno psicologo se l'ansia pesa sulle giornate o non migliora nel tempo. Se compaiono pensieri di farsi del male bisogna cercare aiuto subito, anche al pronto soccorso.

↑ Torna all'inizio