
Quel cerchio che stringe la testa
Sono le sei del pomeriggio, sei ancora alla scrivania, e la testa comincia a stringere da entrambi i lati, come una fascia troppo stretta. Non pulsa, non lampeggia dietro gli occhi.

Sono le sei del pomeriggio, sei ancora alla scrivania, e la testa comincia a stringere da entrambi i lati, come una fascia troppo stretta. Non pulsa, non lampeggia dietro gli occhi. Resta lì, ferma, e piano piano si allarga fino alla nuca. È probabilmente una cefalea tensiva, il tipo di mal di testa più comune di tutti, e nella maggior parte dei casi passa da sola nel giro di poche ore.
Perché succede
Non c'è una causa unica e del tutto chiara, nemmeno per chi studia la cosa da anni. Per molto tempo si è pensato ai muscoli del collo e del cuoio capelluto contratti, ma oggi si guarda anche a qualcos'altro: chi soffre di questo tipo di mal di testa sembra avere una soglia del dolore un po' più bassa della media, non solo muscoli più tesi. Quello che conta, alla fine, è riconoscere cosa la fa scattare, perché lì si può intervenire.
Come si riconosce
Il dolore è bilaterale, cioè da entrambi i lati della testa, e viene descritto quasi sempre come una pressione che stringe, non come una pulsazione. È fastidioso ma raramente così forte da bloccarti a letto: puoi continuare a lavorare, magari con meno voglia. Di solito dura da mezz'ora a qualche ora, a volte un giorno intero; se torna spesso, quasi ogni giorno per periodi lunghi, vale la pena parlarne con un medico per trovare un modo di gestirla meglio. Può capitare un po' di fastidio alla luce o ai rumori, e tensione ai muscoli di collo e spalle. In genere non porta nausea né peggiora se cammini o sali le scale: sono proprio queste due assenze a distinguerla dall'emicrania, dove invece il dolore pulsa e il movimento lo peggiora.
Cosa la accende
Le cause profonde restano poco chiare, ma ci sono fattori che tornano più spesso di altri.
- La postura. Stare a lungo con la testa piegata in avanti, davanti al computer o con il telefono incastrato fra spalla e orecchio, mette in tensione il collo e può far partire l'attacco.
- La mandibola serrata. Digrignare i denti di notte o tenere la mascella contratta durante il giorno è tra le cose più collegate a questo tipo di mal di testa.
- Gli schermi senza pause. Guardare un monitor o un documento a lungo senza mai staccare gli occhi affatica la vista e può contribuire.
- Il sonno corto o spezzettato. Dormire meno del solito, o dormire ma male, è uno dei fattori più citati.
- Lo stress, fisico o mentale, che resta il fattore riportato più spesso, anche se il meccanismo esatto non è del tutto capito.
- Saltare i pasti o bere poco durante la giornata.
Cosa aiuta nei giorni in cui parte
Quando la fascia comincia a stringere, poche mosse concrete aiutano più di qualsiasi rimedio miracoloso.
- Un po' di calore su collo e spalle: una doccia calda, un impacco caldo o una borsa dell'acqua calda tenuta qualche minuto sui muscoli tesi.
- Se il calore non basta, prova il freddo sulla fronte: un panno freddo o del ghiaccio avvolto in un tessuto.
- Un massaggio leggero su tempie, cuoio capelluto, collo e spalle, con le dita, per qualche minuto.
- Una pausa dallo schermo: alzati, cammina, fai due minuti di stretching se sei stato fermo troppo a lungo.
- Un respiro più lento, contando fino a dieci mentre inspiri ed espiri, appena senti la tensione salire.
- Un piccolo diario del mal di testa: quando arriva, cosa hai fatto prima, quanto dura. Aiuta a capire i tuoi pattern, che possono essere diversi da quelli di chiunque altro.
Un paio di accortezze in più. Gli antidolorifici da banco funzionano bene per alleviare l'episodio, ma usarli quasi tutti i giorni può, col tempo, rendere il mal di testa più difficile da trattare: meglio tenerli per quando servono davvero. E se bevi caffè, cerca di restare su una quantità regolare, senza esagerare né smettere di colpo proprio nei giorni in cui la testa già stringe.
Restare fermo davanti allo schermo sperando che il mal di testa passi da solo, senza mai alzarti né staccare gli occhi, di solito non aiuta: è proprio la postura che spesso lo ha acceso. E se ti accorgi di stringere i denti di giorno, o ti svegli con la mascella indolenzita, vale la pena tenerlo d'occhio.
Quando vale la pena sentire un medico
Nella grande maggioranza dei casi la cefalea tensiva è fastidiosa ma innocua, e si gestisce da sola con un po' di riposo e le accortezze di cui sopra. Ha comunque senso parlarne con un medico se il dolore non passa nonostante gli antidolorifici presi come da foglietto illustrativo, se ti impedisce di portare avanti la giornata, se torna con una frequenza che ti sembra eccessiva, oppure se arriva in un modo diverso dal solito, molto più forte o improvviso, magari accompagnato da febbre, rigidità del collo, confusione o disturbi della vista. Anche un primo episodio importante dopo i cinquant'anni, o dopo un colpo alla testa, merita un controllo, non per allarmarsi ma perché in quei casi è il medico, e non un articolo, a poter dare la risposta giusta.
La cefalea tensiva stringe, non pulsa, e quasi sempre se ne va da sola in poche ore. Se torna spesso, iniziare a segnarti quando arriva vale più di qualsiasi rimedio provato a caso.
Domande frequenti
Come si riconosce la cefalea tensiva?
La cefalea tensiva dà un dolore da entrambi i lati della testa, come una fascia che stringe, non pulsante. È fastidiosa ma raramente blocca a letto, dura da mezz'ora a qualche ora, a volte un giorno. Di solito non dà nausea e non peggiora camminando o salendo le scale: è questo che la distingue dall'emicrania.
Quali sono le cause della cefalea tensiva?
Non c'è una causa unica chiara. Oltre alla tensione dei muscoli di collo e cuoio capelluto, chi ne soffre sembra avere una soglia del dolore più bassa. I fattori scatenanti più frequenti sono stress, postura con la testa in avanti, mandibola serrata, schermi senza pause, sonno scarso, pasti saltati e poca acqua.
Cosa fare per far passare la cefalea tensiva?
Aiutano il calore su collo e spalle, oppure il freddo sulla fronte, un massaggio leggero su tempie, collo e spalle, una pausa dallo schermo con un po' di movimento e un respiro più lento. Tenere un diario del mal di testa aiuta a capire cosa lo fa partire.
Si possono prendere antidolorifici tutti i giorni per la cefalea tensiva?
Meglio di no. Gli antidolorifici da banco funzionano bene per il singolo episodio, ma usarli quasi ogni giorno può col tempo rendere il mal di testa più difficile da trattare. Conviene tenerli per quando servono davvero e mantenere regolare anche il consumo di caffè.
Quando la cefalea tensiva richiede un medico?
Conviene sentire un medico se il dolore non passa con gli antidolorifici presi correttamente, se impedisce la giornata o torna troppo spesso, o se è diverso dal solito: molto forte o improvviso, con febbre, rigidità del collo, confusione o disturbi della vista. Anche un primo episodio importante dopo i cinquant'anni o dopo un colpo alla testa va controllato.
Fonti
- Humanitas San Pio X, "Cefalea tensiva" (si apre in una nuova finestra)
- Mayo Clinic, "Tension headache - Symptoms and causes" (si apre in una nuova finestra)
- Mayo Clinic, "Tension-type headaches: Self-care measures for relief" (si apre in una nuova finestra)
- MSD Manuals (versione per i pazienti), "Cefalea muscolo-tensiva" (si apre in una nuova finestra)
- ISSalute (Istituto Superiore di Sanità), "Mal di testa" (si apre in una nuova finestra)
- Cleveland Clinic, "Tension Headache" (si apre in una nuova finestra)

